#iorestoacasa e mi racconto

#iorestoacasa e mi racconto

Stimoliamo la creatività dei nostri ragazzi attraverso la scrittura, la fotografia, il disegno e le arti in generale. Tema lanciato: “Cosa vedo dalla finestra? Guardiamo fuori dalla finestra e soprattutto un po’ più in alto e un po’ più in là”. Saranno pubblicati i lavori più significativi inviati alle docenti che hanno aderito all’iniziativa.

Ecco i primi racconti

Rivisitazione del dipinto Guernica di Picasso ad opera dei ragazzi di terza

Si ringrazia la docente Flavia Neri

           

 

Elisa Mariotti | Fabiano Paracchini | Luca Castiglioni | Rebecca Bottosso | Silvio Mao | Sofia Borghi

Classi Terze

Resto a casa ma vorrei …

Si ringrazia la docente Flavia Neri

                  

 

Aurora Morsini | Chiara Saibene | Danny Barenghi | Lorenzo Mazzetti | Lorenzo Pepe | Manuel Brkic | Sofia De Santo

Classi Seconde

Resto a casa e ascoltando i brani musicali “Septet” di Stravinskij,  “Danza Rituale del Fuoco” di De Falla e  “Gymnopedie” di Satie  esprimo le sensazioni in una composizione astratta…

Si ringrazia la docente Flavia Neri

                         

 

 

Alessia Muca | Daniele Moruzzi | Elisa Mariotti | Esma Samarjishvili | Giada Rattin | Michael Volonté | Marika Fomasi | Marta Guzzetti | Samuele Buomprisco

Classi Terze

La Venere di Botticelli interpretata dai ragazzi delle classi seconde

Si ringrazia la docente Flavia Neri

      

 

 

Aurora Morsini | Gaia Costantino | Matilde Brambati

Classi Seconde

I colori caldi e quelli freddi si incontrano sotto la superficie dell’acqua, nei polipi e nelle stelle marine dei ragazzi di prima

Si ringrazia la docente Flavia Neri

                  

 

Alessia Criseo | Elienne Stocco | Federica Roncolini | Francesca Riva | Gabriele Di Cesare | Giorgio Villa | Marco Borghi

Classi Prime

LE EMOZIONI ATTRAVERSO IL VOLTO

Si ringrazia la docente Flavia Neri

                

 

Aurora Morsini | Chiara Saibene | Gaia Costantino | Lorenzo Pepe | Matilde Brambati | Sonia Galetta | Tommaso Galli

Classi Seconde

RESTO A CASA, OSSERVO GLI OGGETTI CHE MI CIRCONDANO E LI RIPRODUCO NELLO STILE DI MICHAEL CRAIG

Si ringrazia la docente Flavia Neri

                   

 

Luca Castiglioni | Daniele Moruzzi | Elisa Caimi | Francesca Uboldi | Giada Rattin | Marco Oldani | Marika Fomasi | Sofia Borghi

Classi Terze

Autoritratti dei ragazzi di terza ispirati alla Pop Art di Roy Lichtenstein

Si ringrazia la docente Flavia Neri

               

 

Daniele Moruzzi | Elisa Mariotti | Leonardo Riccaboni | Marta Guzzetti | Michael Volonté | Sara Guglielmetti | Sofia Borghi

Classi Terze

CREARE INSIEME

Alcuni lavori dei ragazzi di 1^B  |  si ringrazia la docente Claudia Discacciati

ANIMALI ALL’ACQUERELLO …

 

I NOSTRI RAGAZZI

Classe 1B

L’ARTE ATTRAVERSO IL VOLTO – L’ASTRATTISMO SUL VISO

Alcuni lavori dei ragazzi di 3^B  |  si ringrazia la docente Claudia Discacciati

                        

I NOSTRI RAGAZZI

Classe 3B

Oggi siamo grati di potervi mostrare il frutto del lavoro di due nostri alunni:

Il racconto di Christian ispira la matita da disegno di Alyssa e noi tutti li ringraziamo sentitamente per questo bellissimo esempio di collaborazione e di Scuola, qui rappresentata nel suo significato più alto possibile.

Caro diario,
finalmente è arrivata la primavera. La aspettavo da molto tempo, è così bella! Dalla finestra della mia cameretta vedo tanto verde: le piante sono piene di germogli, il prato è colorato da tanti fiori, è proprio bello! Anche le giornate sono più lunghe e più calde perché il sole finalmente è arrivato.
All’improvviso una farfalla vola davanti ai miei occhi, che meraviglia! Mi guarda, fissa i miei occhi tristi e sembra dirmi: “Che sta succedendo? Fuori non vedo più nessuno. È tutto fermo, silenzioso, non capisco. È tutto così assurdo!”
Cara farfalla, hai ragione. Sono triste. Ormai non esco da settimane, non vedo e non abbraccio nessuno da troppo tempo. Sì, hai ragione: è tutto così assurdo!
Tu non sai che purtroppo tutto il mondo è fermo a causa di uno strano virus, un maledetto virus invisibile, che sta uccidendo tante persone; si chiama “Coronavirus”, anzi “Covid-19” per essere precisi, e fa tanta, tanta paura. È per questo motivo che nessuno esce da casa: non dobbiamo dargliela vinta! Per un po’ resteremo ancora a distanza, non so per quanto, ma spero che la prossima volta che volerai davanti alla mia finestra mi fisserai gioiosa per annunciarmi che tutto è tornato come prima.
Quel giorno non so, però, se mi troverai ancora alla finestra.

 

 

Christian Paoletti (racconto) | Alyssa La Mendola (immagine)

Classe 2D - 1A

L’ARTE ATTRAVERSO IL VOLTO

Alcuni lavori dei ragazzi di 3^B  |  si ringrazia la docente Claudia Discacciati

IL VOLTO …

               

IL VOLTO  CUBISTA …

      

LO STILE MANGA …

                  

Silvia Colmegna; Giorgia Clerici; Sofia Beretta; Alessia Casula; Noemi Musio; Gaia madeo; Giulia Rusconi; Ergi Shima; Marco Terzaghi; Gabriele Papa

Classe 3B

LA SILHOUETTE: GRADAZIONI CROMATICHE E NATURA COLORANO LE SAGOME DI UOMINI E ANIMALI

alcuni lavori eseguiti dai ragazzi della classe 2B

Marcos Pagani

      

Mattia Bogani

      

Francesco Figini

      

Daniele Quetti

Kristian Melara

Inas Mouhamadi

Rebecca Gioia

Classe 2B

Gli alunni della classe 3C, non potendo fare lezione di educazione fisica in palestra si sono trasformati in giornalisti; da giovani sportivi a giornalisti in erba.
Invitati dalle prof.sse Superti e Penna hanno provato a raccontare come il mondo dello sport ha affrontato l’emergenza Covid-19.

SCARICA IL PDF QUI:  rassegna stampa 3C (1)

Copertina di Matilde Farioli

Classe 3C

Ieri sono uscita per correre un po’ insieme a mia mamma, e tutto era meraviglioso, sembrava di stare in un mondo fantastico, ma immobile.
Mentre correvo mi sono avvicinata all’erba alta, l’ho sfiorata ed ho cercato di memorizzare più dettagli possibili con gli occhi e di tenere impresso l’odore dell’aria e dei fiori.
Pensate, sono riuscita a vedere un falco era per terra molto vicino a me e subito ho pensato di fotografarlo, ma non l’ho fatto per due semplici motivi: prima perché mi bastava guardarlo, in secondo luogo non avevo il telefono. Dopo ho provato ad abbracciare un pioppo con le mani come facevo da piccola, lo so che tutto questo sembra infantile, ma è molto significativo in questo periodo.
Prima quando uscivo o mi affacciavo dalla finestra tanti particolari mi sfuggivano, ma dopo questa esperienza anche le cose più piccole o i gesti più semplici hanno acquistato valore, sono meravigliosi e molto importanti.
È difficile capire cosa provo perfino per me, non sono solo felice, ma neanche triste o malinconica forse perché mi sto distaccando dalla realtà navigando spesso in internet o guardando i film o che so altro, nonostante io stia con la mia famiglia in giardino, in cortile o in casa.
Ovviamente mi manca uscire con le mie amiche, andare a pallavolo pensate che quest’anno come l’anno scorso saremmo dovute andare alle regionali. Mi manca andare a scuola, non credevo che l’avrei mai detto sinceramente. Mi mancano un mucchio di cose, adesso la mia vita quotidiana è diversa l’ho dovuta cambiare per adattarmi a questo. Ma ciò che non ti uccide ti fortifica.
Vorrei un futuro migliore per noi persone, ma anche per la natura e gli animali che in questo periodo di tempo si sono riappropriati dei loro spazi.
Fuori dalla finestra voglio vedere un’estate favolosa con me e i miei amici e che tutto è ritornato alla normalità, ma adesso cosa vuol dire normalità?

Giulia Pozzi

Classe 2A

Negli ultimi mesi in tutto il mondo si è diffuso un virus chiamato “Covid-19” che contagia facilmente le persone, quindi dobbiamo stare protetti in casa, tenere la distanza dalle persone almeno un di metro, si può uscire solo per fare una passeggiata, qualche corsetta, portare fuori il cane e per fare la spesa … prima di uscire bisogna mettere i guanti e una mascherina; fortunatamente dal 4 maggio 2020 si potrà uscire per andare dai parenti, sembra che la situazione stia migliorando.
Fuori dalla finestra vedo il parco, la piazza, il municipio e la chiesa ma non c’è quasi nessuno e non passa neanche una macchina, è tutto così triste, in casa ci si annoia moltissimo ma fortuna che facciamo le video lezioni, almeno vediamo i nostri compagni di classe e i nostri professori.
Stare a casa mentre accade tutto questo intorno a noi, fa riflettere sul fatto che siamo molto fortunati e pensare che prima noi ragazzi ci lamentavamo in continuazione per qualsiasi banalità.
Penso sempre a cosa farei in questo momento se fosse un giorno qualunque, magari sarei con i miei amici, al ristorante, a casa di una mia amica, a scuola.
A volte mi chiedo come stiano le persone che sono state contagiate dal virus, spero per loro che vada tutto bene, anche perché potrebbe accadere ad ognuno di noi, per questo non bisogna essere indifferenti.
Fuori dalla finestra vorrei vedere molti bambini che giocano al parco insieme ai genitori, le persone andare a messa, le macchine passare.
In futuro spero che possa tornare tutto alla normalità, che il virus possa essere sconfitto e spero anche che la gente possa superare tutto questo molto presto.

Nawres Hamzaoui

Classe 2A

Caro diario,
non ti scrivo da un po’, ma questo è un periodo difficile un po’ per tutti.
Si è diffuso un virus in tutto il mondo, chiamato COVID-19.
A causa di questo virus siamo costretti a stare a casa; fuori c’è un mondo, ma noi dobbiamo stare a casa per il bene di tutti. Le strade sono vuote e le luci nelle case tutte accese. Quando si esce bisogna mettere la mascherina e i guanti. Dobbiamo mantenere la distanza di sicurezza, 1 metro di distanza, è come essere in un film.
Questa situazione è davvero surreale e a volte vorrei tanto che non ci fosse, ma purtroppo non è così.
Tutto ciò che stiamo vivendo è reale, anche se non sembra.
Proprio ora, mentre sono chiusa in casa, lontana da tutti e da tutto, mi accorgo di quante cose vengano date per scontate: un bacio, un abbraccio, una risata con un’amica. Ora però riesco a capire meglio il significato di questi piccoli gesti che valgono moltissimo. Mi mancano davvero tante cose della mia solita vita; per prima la normalità. Mi mancano le uscite nel pomeriggio tra amiche, una serata al cinema e quattro risate. Mi manca la danza e gli schiamazzi dei bambini per le strade.
Fuori dalla mia finestra vedo ancora gli alberi mossi dal vento, gli uccellini cantare e le farfalle volare. La primavera è ormai arrivata e iniziano a sbocciare i fiori. Penso che loro non sappiano nulla di ciò che sta succedendo nel mondo in questo momento.
Fuori dalla finestra vorrei vedere quello che vedevo prima di questa situazione… vorrei vedere le persone camminare per strada tranquillamente, vorrei vedere le amiche riabbracciarsi.
Sono sicura però che quando usciremo da questa situazione, saremo più forti di prima.
Riusciremo ad apprezzare le piccole cose. Ci sentiremo liberi, liberi di camminare per strada, di abbracciarci e di stare insieme.

Giulia Cuturello

Classe 2A

Cosa vedo dalla finestra? Non so dare una risposta.

Vedo un mondo molto strano, vedo un bambino con un gelato in mano, vedo un vecchietto in bicicletta, un aquilone che vola in cielo, un cielo rosa, arancione, grigio, azzurro ma a volte anche un po’ nero.

E’ primavera, vedo la natura che si risveglia, i fiori, le margherite, i prati verdi, le farfalle colorate, le api indaffarate, le formiche operose che cercano il cibo per l’inverno, file lunghe di formiche che si danno da fare.

E noi? Noi siamo fermi, chiusi in casa da due mesi, non possiamo neanche andare a scuola, all’oratorio, vedere gli amici o fare una passeggiata. Chiusi in gabbia per colpa di un virus che sta uccidendo molte persone, un virus invisibile, inodore e incolore, venuto da chissà dove.

Sento nell’aria odore di miele, di carne arrostita, di aria pulita. Sembra brutto da dire, ma forse all’ambiente il virus non è stato poi così dannoso. C’è poca gente per le strade, o ancora forse troppa. Poche auto, no forse troppe, non lo so.

Alcune persone non hanno ancora capito cosa devono fare. Bisogna fare chiarezza, abbiamo bisogno di certezze.

Non ho risposte, solo domande. Sento il canto dei canarini, le campane che suonano per i vivi ma anche per i morti. Sento il rumore delle foglie mosse dal vento e il ronzio degli insetti, poche voci in lontananza.

Vorrei uscire dalla finestra per ritornare tutti insieme a gridare, a giocare e a divertirci come prima, tornare a scuola, incontrare gli amici ed esser tutti più felici.

Lorenzo Pepe

Classe 2A

Caro diario,
ormai è da tanto che non ti scrivo, ma oggi ti voglio parlare di qualcosa di particolare…cosa vedo fuori dalla mia finestra. Sembra qualcosa di banale ma non lo è stato in questi 2 mesi; mi sono accorta che ci sono stati dei grandi cambiamenti non solo nel mio paesino, ma in tutto il mondo.
Prima quando mi affacciavo fuori dalla finestra vedevo i bambini che giocavano, in giro in bici, le strade sempre trafficate e non c’era mai silenzio, ora quando mi affaccio fuori dalla finestra capisco che c’è stato un grande cambiamento, non si vedono più i bambini che giocano, le strade sono sempre vuote e soprattutto c’è sempre silenzio.
Tutto questo a causa di un virus chiamato COVID-19, da quello che sento dai telegiornali è un virus molto pericoloso e non si può stare con altre persone, perché basta che una persona sia contagiata e tossisca o starnutisca e potrebbe prenderlo chiunque.
Vivere con questa epidemia è davvero difficile, si può uscire solo in caso di necessità, per motivi di salute o per fare la spesa, ma soltanto con mascherina e guanti, in più nei supermercati si può entrare solo a dieci persone alla volta.
Prima di tutto questo andare a trovare i nonni, andare dagli amici, dare un abbraccio per noi era una cosa normalissima e ci lamentavamo anche di questo, ma ora per avere tutto ciò pagherei, anche riavere un abbraccio dalle persone che mi sono sempre state vicine.
Mi manca la scuola (non lo avrei mai detto), i miei amici, i miei compagni, la mia classe e i miei professori.
Però trovo conforto nel pensare che per superare tutto ciò e tornare alla vita quotidiana di sempre, bisogna solo rispettare una regola: restare a casa e andrà tutto bene!

Iris Bonaffino

Classe 2A

QUELLO CHE VEDO, QUELLO CHE VORREI VEDERE …

Dalla mia finestra vedo un mondo spoglio, privo di persone che lo addobbano, come un albero in autunno privo delle sue foglie; ma se cambio prospettiva vedo anche un mondo più unito e pronto a sconfiggere questo «Mostro», noi tutti, uniti, ce la faremo, perché siamo un Mondo molto forte.
Dalla mia finestra sento molto spesso delle ambulanze che passano e questa ormai per me è come una musica, ma terribile.
Ci sono molte persone che cercano di trovare una soluzione per tutto questo e sto parlando dei medici, quelle persone che non mollano mai e cercano sempre di salvare le vite di molte altre, mettendo a repentaglio la loro.

Dalla mia finestra  vorrei vedere un mondo normale, come quello di qualche mese fa,  con le persone libere  di muoversi e fare  quello che più  piace a loro, senza preoccuparsi di ammalarsi. Dalla mia finestra vorrei vedere le persone felici, anche se  alcune hanno imparato a divertirsi, anche rinchiusi in casa e ciò mi rende sereno, perché  nel nostro piccolo stiamo contribuendo, con il nostro buon senso e rispetto delle regole, a sconfiggere questo Mostro invisibile.

Dalla mia finestra finalmente vedo……

Andrea Tettamanzi

Classe 2C

Caro diario,
purtroppo in questo periodo non vedo dalla finestra una bella situazione. Solitamente vedevo le persone in giro per le strade, nei prati, nei boschi, vedevo diverse auto passare, i negozi pieni di gente, i bambini e i ragazzi andare a scuola. Fino a qualche mese fa anch’io andavo regolarmente a scuola e durante i weekend uscivo con la mia famiglia: andavamo a trovare la nonna materna, nei centri commerciali o nella nostra casa in montagna . . . Ma improvvisamente la nostra vita ha cominciato a cambiare a causa di un terribile virus arrivato dalla lontana Cina. La situazione è peggiorata sempre di più ed ora siamo costretti a non andare a scuola e uscire di casa solo se necessario, non certo per divertimento. Ora dalla finestra vedo pochissima gente per le strade, ma sento spesso l’altoparlante dell’auto del comune che continua a ripetere di stare in casa e rispettare le regole. Nonostante questo, al telegiornale dicono ogni giorno che ci sono molti contagi e molti morti e questo virus sta invadendo tutto il mondo. A dire la verità anch’io comincio ad essere preoccupata. In questo periodo ci sono stati tanti cambiamenti: mio padre esce di casa solo per fare la spesa ed è lui che si occupa di noi, mentre mia madre, andando a lavorare, ha deciso di vivere da sola in taverna perché ha paura di poterci contagiare. Molte persone infatti non vanno al lavoro, ma purtroppo quelle che devono andarci, rischiano di venire contagiate. Per questo fuori dalla finestra vedo che c’è tanta paura, ma c’è anche gente che non rispetta le regole e mette in pericolo gli altri. Vedo anche che tutti i paesi del mondo stanno lottando contro questo nemico e stanno cercando una soluzione. Inoltre in questo periodo le video lezioni sostituiscono le lezioni a scuola ma non sono la stessa cosa. Le giornate sono a volte noiose, per questo io e mia sorella per passare il tempo andiamo a giocare in giardino. Ma penso a come sia difficile per chi è costretto a vivere in una piccola casa , senza cortile o giardino. Ora è molto tempo che non vado neppure in paese e la cosa che mi dispiace è che forse quest’estate non potrò neanche andare in vacanza, fare gite e incontrare amici. Non credevo potesse succedere una cosa del genere e solo adesso penso a come eravamo fortunati quando si era liberi di fare quello che si voleva. Non vedo l’ora che questa situazione finisca e dalla mia finestra mi piacerebbe vedere tutto ciò che vedevo fino a poco tempo fa. Mi piacerebbe sentire al telegiornale che non ci sono più contagi né morti e che hanno trovato un vaccino che ci permetta di vivere come prima. Mi piacerebbe uscire da casa senza avere paura, riabbracciare le mie amiche e perfino ritornare a scuola!
Ecco è questo ciò che vorrei….

Lisa Rampoldi

Classe 2C

QUELLO CHE VEDO FUORI DALLA MIA FINESTRA E QUELLO CHE VORREI VEDERE

Caro diario,
oggi ti descriverò quello che vorrei vedere fuori dalla mia finestra e quello che vedo realmente.
In questo terribile momento vedo dalla mia finestra persone che hanno perso i propri cari, che si sentono chiusi in una gabbia da un’eternità, che si sentono soli e tristi. Vedo gente che non rispetta le regole, ma vedo anche chi si impegna a rispettarle e soprattutto medici che muoiono contagiati per aiutarci. Vedo anche le forze dell’ordine che si impegnano a far rispettare le norme per la nostra salute e per la nostra sicurezza.
Quello che vorrei vedere, tuttavia, è un mondo unito, senza distinzioni e pregiudizi, per combattere “questo nemico comune”, perché l’unione fa la forza. Ma più di tutto vorrei vedere, in questo brutto periodo, la gente tornare ad abbracciarsi, a darsi la mano, a salutarsi, a passar del tempo insieme, come facevamo prima, con la solita, bellissima e vecchia normalità, a cui di solito non attribuivamo tutta questa importanza, ma che oggi manca moltissimo a tutti noi e che continuerà a mancarci per molto tempo ancora. Ora più che mai vorrei arrivare in un futuro, dove potremmo gettarci tutto alle spalle e dire “Ti ricordi quel brutto periodo in cui non ci potevamo neanche stringere la mano? ” .
Questo è ciò che vorrei…

Chiara Saibene

Classe 2C

OLTRE GLI ALBERI

Guardo fuori dalla mia finestra e vedo un paesaggio deserto e triste, persino gli alberi in lontananza, i fiori e gli uccelli sembrano diversi. In strada non si vede nessuno, neanche una persona a godersi le belle giornate, per fare una passeggiata , una corsetta , un picnic in compagnia di amici… niente di niente, e la causa di tutto ciò: “ questo killer invisibile” che ha infettato tutto il mondo. Io sono chiuso in casa da domenica 23 Febbraio e da allora non sono più uscito, passo le giornate a giocare con mio fratello, con il telefono, a studiare, poi quando vado sul terrazzo, solo lì respiro un po’ d’aria e il sole mi riscalda l’animo. Mi sento triste. Al telegiornale non vorrei più sentire che ci sono persone anziane che muoiono, i nostri nonni , fonte di storia e compagnia per noi nipoti, ma oltre a loro anche giovani, con tutta la vita ancora da vivere. Vorrei ringraziare soprattutto i medici per il loro grande lavoro e sforzo sovraumano, perché il loro, oltre ad essere il lavoro che hanno scelto, è soprattutto una missione che hanno deciso d’ intraprendere. Ogni giorno che passa sogno sempre che questa pandemia finisca presto, per poter finalmente tornare a scuola tra i miei compagni, giocare a calcio , rivedere gli amici all’oratorio, ma questo per ora ancora non si può, mi piacerebbe sentire al telegiornale che quando danno il numero dei deceduti sia parti a zero e non 570, perché anche se dicono che stanno diminuendo, sono sempre tanti, nessun essere umano dovrebbe morire per un’ influenza! Non vorrei essere nelle persone che hanno perso uno dei loro cari, perché è una grandissima pena. Vorrei rivedere oltre quegli alberi la normalità, vedermi giocare a calcio, in compagnia dei miei nonni e della mia famiglia, con gli amici, il mare …. una cosa mi ha rallegrato in tutto ciò, vedere gli animali riprendersi quanto di loro proprietà. Non vedo l’ora che tutto questo finisca al più presto, ma da quello che sento al telegiornale capisco che per tornare alla normalità ci vorrà ancora molto tempo.

Edoardo Di Franco

Classe 2C

Caro Diario,
in questi ultimi mesi un virus già esistente si è evoluto provocando molti danni! Si tratta del Corona virus o Covid-19.
Da quando ci hanno costretti a stare in casa, per alcuni la noia è sopraggiunta, come anche la voglia di uscire e di ribellarsi a questa restrizione.
Fuori dalla mia finestra vedo con la mente molte persone, molti ragazzi spaventati e con una stretta al cuore, per la paura che possa succedere loro qualcosa.
Ci sono diverse opinioni su questo virus: c’è chi crede che è tutta una farsa o chi è convinto che sia tutto vero; io però so per certa una cosa: il mondo non tornerà mai più come prima!
Anche su cosa accadrà in futuro, ci sono diverse opinioni: esse possono variare in base alle notizie, alla fede in una religione o altro.
Caro diario, voglio confidarti quello che io credo che accadrà!
Con gli occhi della fede, già vedo un luogo in cui ogni essere umano giace in un profondo velo di felicità!
Vedo un mondo in cui l’eternità è nel cuore di chi serve Dio. Vedo persone che non soffrono e che non muoiono più. Vedo persone che hanno dimenticato le sofferenze provate, persone realmente felici, ma non di una felicità apparente e veloce ad andarsene, piene di felicità duratura!
Vedo bambini giocare con i propri genitori, e ragazzi accarezzare animali selvaggi, come una tigre! Io adoro le tigri e tu amico mio?
Ed ancora, vedo famiglie che vanno d’accordo, con ogni componente istruito.
In questo mondo vedo esseri umani di ogni colore e lingua nessuna esclusa, tutti sono amici, anche se non si conoscono ancora!
In questi mesi questa speranza aiuta molti ad andare avanti…
Ecco questo è ciò che vedo, ciao amico mio!

Eleonora Berto

Classe 2C

Il mondo è vasto, e le cose da descrivere sono tantissime, ma io posso provare ad elencarne qualcuna guardando fuori dalla mia finestra.

Se rivolgo il mio sguardo in alto vedo il cielo, che con i suoi accenni di nuvole rischiara la giornata. Così, il bianco e l’azzurro si confonde con le tonalità verdastre degli alberi, rendendo il tutto un paesaggio da copertina.

Se invece sposto lo sguardo verso il basso scorgo il ghiaietto che si muove come un fiume grigiastro, i cui argini sono formati da piccoli muretti di pietra, che costituiscono delle piccole isole verdi e colorate da ogni sfumatura.

Oltre alla vegetazione, formata da una innumerevole varietà di alberi, cespugli, fiori e foglie, ci sono dei micetti che si sentono liberi di muoversi sull’erba tagliata da poco.

Due gattini si trascinano pigramente, gli insetti svolazzano e trasportano il polline di corolla in corolla, annidandosi poi sulle fronde degli alberi.

Sono incredibili le cose che si possono vedere osservando un semplice giardino: questo è quello che vedo dalla mia finestra, ma anche ciò che vorrei sempre vedere.

Andrea Lonati

Classe 3A

Se guardo fuori dalla mia finestra vedo un piccolo bar che c’è nel mio paese, accostato da un grande stradone, che di solito è pieno di macchine, moto o gente che va in bicicletta o a correre, ma in questo momento non molto semplice per quasi tutto il mondo, questa strada è vuota, silenziosa, sgombra da uomini e mezzi, non si odono più rumori a qualsiasi ora, quasi nessuno si reca al bar per fare colazione, per acquistare il giornale o le sigarette.

In questo periodo così stressante mi capita di scorgere soltanto poca gente, munita di mascherina e guanti, portare a spasso il cane, poche le macchine che vanno e vengono.

Non sento più le voci delle persone, ma in compenso riesco a sentire meglio il campanile suonare  ogni mezz’ora, mi rendo conto che il tempo passa più lentamente.

Di sicuro non è molto divertente stare a casa, non è neanche molto bello sprecare il tempo oziando. In questo periodo penso che sia giusto dedicare un po’ di tempo a se stessi, magari leggere qualche libro, finire una serie televisiva interessante o cimentarsi in cucina, preparando la cena o qualche dolce da condividere poi con la propria famiglia: insomma, lasciarsi la noia alle spalle ed evitare che essa prevalga sulle nostre giornate.

Non è facile stare lontano dai propri amici o dai i nostri parenti. Una cosa che non avrei pensato di dire è che in questo momento vorrei tornare a scuola, ritornare ad avere un contatto diretto con tutti i professori e coi compagni di classe che non sia filtrato da uno schermo.

Quando poi penso a come la gente si comporta in questo momento, la suddividerei in due categorie: da una parte coloro che si terrorizzano, accalcandosi fuori dai supermercati per svuotare reparti interi, dall’altra gente menefreghista, che non pensa alle gravi conseguenze dettate dal non rispettare le regole.

Cosa vorrei vedere? Beh, una bella domanda!

Se non fossimo in questa situazione direi la spiaggia, il mare, le vacanze estive: le giornate trascorse sotto all’ombrellone e i mille bagni; ma non è una priorità, in questo momento vorrei soltanto che tutto tornasse alla normalità.

Se poi penso a come sarà il mondo quando si tornerà ad uscire di casa e riapriranno i negozi, penso che ci vorrà molto prima che tutto torni com’era prima.

Il turismo probabilmente stenterà perché le persone non si muoveranno molto, ma l’economia prima o poi ripartirà, anche se il modo di pensare e di vedere delle persone non sarà più lo stesso, e ciò si rifletterà sulle loro abitudini.

Se penso a me stessa, sto iniziando a rendermi conto, a riflettere sulle varie scelte che ho preso in questi ultimi anni. Inganno il tempo libero che non trascorro a studiare tentando di approfondire le lingue straniere, leggo libri lasciati in sospeso, sperimento qualche manicaretto in cucina.

Ma sento insistentemente la mancanza di alcune persone, che in questo momento vorrei poter abbracciare.

Marika Fomasi

Classe 3A

Durante questi giorni in cui siamo costretti a rimanere in casa, mi capita molto spesso di osservare fuori dalla mia finestra.
È una cosa insolita perché prima non lo facevo quasi mai. Ora invece mi ritrovo a guardare fuori, un po’ perché mi annoio, un po’ perché sento la mancanza della libertà che tutti noi avevamo prima e sento la voglia di tornare ad uscire liberamente.
Inizialmente questa situazione mi sembrava surreale, perché è avvenuto un cambiamento molto importante in così poco tempo. Da un momento all’altro tutto ciò che sembrava la normalità è sparito. Prima c’erano i compagni, la scuola, gli allenamenti, le gite in montagna e tanto altro, poi all’improvviso tutto questo è stato proibito e ci siamo ritrovati tutti chiusi in casa.
Ciò che vedo ora dalla finestra è molto diverso da ciò che potevo vedere fino al mese scorso: manca la gente che solitamente usciva a correre, portava il cane a fare una passeggiata o semplicemente si fermava in strada a chiacchierare. Manca la gente che alla sera rientrava dal lavoro, perché ora molti lavorano da casa e qualcuno non lavora affatto in attesa che riaprano le fabbriche o i negozi. Manca il rumore dei tricicli dei bambini e le loro vocine che un tempo erano ben udibili in tutta la via. Manca il rumore delle automobili che adesso sono ferme da giorni nei garage.
Si sente un grande silenzio e le poche persone che si vedono in strada portano le mascherine e si salutano da lontano con lo sguardo sospettoso, quasi con paura che le altre persone possano trasmettere il virus.
Sono però belle giornate di sole, ormai è arrivata la primavera e gli alberi iniziano a fiorire. Il campo davanti a casa invece è ancora spoglio senza neppure una spiga di grano e gli uccelli si posano in cerca di cibo.
Comincia a fare caldo e a volte apro la finestra o scendo in giardino per sentire la libertà che mi manca.
Infatti, se da un lato con il passare delle settimane ci stiamo abituando a questa situazione, dall’altro non vedo l’ora di rivedere dalla finestra quello che vedevo prima e di tornare alla mia solita vita.
Non si sa ancora quando finirà tutto ciò, ma sono sicura che la nostra vita sarà in parte diversa. È cambiato il modo di lavorare, il modo di studiare e il modo di fare acquisti e spero che ci sarà più attenzione e rispetto per l’ambiente.
Spero di rivedere presto dalla finestra persone sorridenti, che passeggiano serene e che si salutano e si abbracciano di nuovo senza la paura che oggi le tiene lontane.

Elisa Mariotti

Classe 3A

Quando voglio riflettere su un fatto che mi è accaduto durante la giornata, mi affaccio alla finestra della mia stanza. La mia finestra è grande quanto la metà della parete; è grigia, è molto luminosa e si trova davanti la mia scrivania. Molti si lamentano perché dalla loro finestra non vedono un bel paesaggio, ma vedono solo la strada e le case. Io mi ritengo molto fortunata perché, abitando in campagna in mezzo ai boschi, vedo alberi molto alti con foglie verdi e fiori che stanno per sbocciare, vedo anche un albero di nespole alto pieno di foglie e che sta per fare i suoi frutti. Al di là di questi alberi vedo un’immensità di campi, e trattori cheli lavorano. Guardando sempre più in là, vedo  degli alberi tutti uniti che formano un bosco proprio come quello delle favole; si intravede una piccola casa rossa senza finestre e senza porte, ma con un gran giardino piene di margherite abbandonata ormai da anni. Di fianco a questa casa, vedo una grande fattoria piena di animali, soprattutto piena di galli che la mattina mi svegliano cantando. L’unica cosa che vedo di grigio e nero è il cancello di casa mia, la strada e le macchine che passano raramente. Molti dicono che sono molto fortunata ad avere questa vista, perché loro la sognano solo di notte nei loro sogni, e che l’unica cosa che vedono è il vicino. Sinceramente, a me piacerebbe avere qualche vicino con qui parlare dalla finestra, ma abitando in mezzo al nulla, questa cosa non è possibile. Una cosa che mi piacerebbe fare è proprio quella di veder costruire delle case affianco alla mia, in modo da provare la sensazione di avere un vicino di casa con il quale parlare alla finestra. Sulle distese di campi, vorrei costruire un parco giochi in modo da vedere bambini felici che giocano e si divertono con i loro amici e un campo per fare equitazione. So che tutto ciò non è possibile, ma  quelle poche volte che mi affaccio alla finestra,  cerco di immaginarmi il paesaggio che vorrei, solo che molte volte non riesco a immaginarlo, perché  non è che abbia poi una così grande fantasia! Però pian piano sto provando a usarla di più; infatti, oggi quando mi sono affacciata alla finestra, ho immaginato i bambini che correvano, giocavano e si divertivano tra di loro. Ora che mi viene in mente, vorrei anche costruire un parco con i tavoli da picnic in modo che la domenica le famiglie si riuniscano a fare una passeggiata e poi a mangiare tutti insieme all’aria aperta invece di stare chiusi in casa a guardare la tv e non fare niente tutto il giorno. Un’altra cosa che mi piacerebbe vedere sono le persone che vanno d’accordo e che non ci sia più odio in questo mondo. So che tutto ciò non è possibile, ma se fossi a capo di un paesino anche piccolo, farei questi cambiamenti in modo da rendere le persone più felici e capaci di apprezzare anche le piccole cose. D’ora in poi ho deciso che mi affaccerò più volte alla finestra a pensare e ad ammirare il meraviglioso paesaggio che ci circonda.

Alessia Muca

Classe 3D

Caro Diario,
in questo periodo di difficoltà costretti a rimanere in casa sembra che il tempo si sia fermato.
Prima del Coronavirus, tutte le mattine, quando mi alzavo, dalla finestra c’era un gran fermento: macchine che andavano e venivano, ragazzini con la cartella che si recavano a scuola, adulti che correvano a prendere il treno. Adesso sono le 8:00 e guardando fuori dalla finestra tutte le persiane sono chiuse e c’è un gran silenzio. Allora le apro nella speranza di sentire qualche rumore familiare e invece il silenzio quasi mi assorda. L’unica cosa che riesco ad apprezzare sono delle colombelle che ogni giorno si poggiano sulla tenda del balcone della mia camera. Mi fa ridere la mia mamma che cerca di cacciarle anche perché riempiono il balcone con dei rametti e probabilmente hanno deciso di fare il nido sotto le tegole del mio tetto.
Probabilmente il fatto che per strada o nei giardini dei vicini di casa è tutto deserto vuol dire che le persone stanno ancora dormendo oppure lavorando da casa come fanno i miei genitori o ancora chi fa i compiti o segue le lezioni on-line come facciamo io e mia sorella.
Dalle finestre di casa mia non c’è un grande panorama e adesso cerco di usare la mia fantasia e mi ritrovo a correre nei campi o le montagne all’orizzonte mi fanno ritornare alla mente meravigliose camminate o silenzi ovattati dalla neve, ma se abbasso lo sguardo sull’aiuola davanti a casa mia, mi sorprende vedere quanto sono belli i fiori che sbocciano.
Non credevo che nei dintorni di casa mia ci fossero tanti cani, perché adesso li sento abbaiare come se la loro voce rimbombasse nel silenzio delle strade, non perché ci siano persone ma forse perché voglio semplicemente uscire a fare una passeggiata.
La mia casa ha delle grate alle finestre, che ci sono sempre state da quando mamma e papà hanno comprata la casa. Prima non mi davano fastidio ma adesso mi sembra di essere in prigione e allora le devo a tutti i costi spalancare.
Al pomeriggio ogni tanto decido di mettermi sul balcone della mia camera per ascoltare le voci dei bambini dei miei vicini di casa che ridono e si rincorrono per il giardino così non mi sento così lontano dal mondo che sembra essersi fermato.
È da più di un mese che non esco di casa, le giornate sono tutte uguali ma mi sono accorto che sono volate, forse perché riesco a far trascorrere il tempo tra studio e allenamenti. La scuola ha attivato una piattaforma che mi permette di vedere i miei insegnati e i miei compagni. Con lo sport sono fortunato perché in casa ho dei rulli per la bicicletta e il tapis roulant per correre e tutti i giorni mi collego con i miei compagni di squadra e ci alleniamo insieme.
All’inizio di questo periodo riuscire a studiare da solo, ascoltare le lezioni su YouTube e prendere appunti è stato veramente difficile ma adesso che mi sono abituato mi viene tutto molto facile. Purtroppo, la cosa più difficile è riuscire a comunicare attraverso i social; non che non mi piacciano, li seguo ma scrivere di me no e visto anche che parlare della mia vita è ancora più difficile riuscire a chiedere un aiuto attraverso questi sistemi è una cosa praticamente impossibile.
In questo periodo di isolamento quello che mi stupisce di più però è riuscire ad andare d’accordo con la mia famiglia. Non che prima non fossimo uniti ma eravamo sempre di corsa e non mi accorgevo che la loro presenza era così importante. Mi piace stare con loro e riusciamo sempre a divertirci, a non annoiarci e scoppiano sempre delle belle risate.
Quando scriverò la prossima pagina, spero che tutto questo sia finito. Non so tra quanto torneremo alla “normalità” e se, quando ci torneremo, saremo cambiati ma questa reclusione mi ha fatto capire quanto non rispettare le regole possa essere letale e pericoloso e la buona educazione e il rispetto delle regole può salvare la vita a tante persone.

Tuo Daniele

Daniele Moruzzi

Classe 3D

Guardo fuori dalla finestra: è primavera!!

Le gemme sugli alberi incominciano a fiorire, i primi fili d’erba spuntano timidi e vigorosi dopo i mesi invernali, freddi ed inarrestabili! Tutto intorno a me comincia a rinascere e gli animali si risvegliano dal lungo letargo. Le prime rondini iniziano a svolazzare nel cielo azzurro e, con il loro canto, sembrano quasi urlare al mondo che tutto sta riprendendo vita. Persino l’aria che si respira sembra cambiare: la brezza frizzante delle prime ore del mattino comincia a farsi più tiepida e si respira un profumo di risveglio che segna lo sbocciare dei fiori degli alberi da frutta e dei primi tulipani rossi e gialli del giardino.

Anche in me si fa sentire l’arrivo di questa bellissima stagione: a scuola siamo già nel secondo quadrimestre, le giornate si allungano e, la sera, il sole anche delle 18:00 ha l’energia di scaldare e sembra sussurrarmi che l’estate è dietro l’angolo e che l’inverno è ufficialmente passato. Dentro di me la voglia di correre fuori all’aria aperta è tanta…Fare una passeggiata…Mangiarmi il mio gelato al pistacchio… Prendere la bicicletta e tirare quattro calci al pallone!!!

Ecco ciò che oggi mi piacerebbe vedere fuori dalla finestra e incominciare a vivermi…Ma purtroppo, ora, non può essere cos!! Gli uccellini restano, i fiori spuntano, il sole scalda, ma tutto il resto è cambiato!! Sono cambiati tutti i miei ritmi, le mie abitudini; se mi verrà sonno la sera, potrò svegliarmi un pochino più tardi la mattina senza che la mamma mi dia la sveglia alle 7:00 per essere a scuola alle 8:00; niente professoresse, niente compagni di classe, niente danza, niente bici e niente amici!! Nessuno incontra più nessuno da quando è arrivato “LUI” che ha sconvolto la vita di tutti e ci ha tolto la nostra libertà!! Distanza, paura, sconforto hanno preso il posto degli abbracci, dei sorrisi, delle risate!! Per strada il nulla, solo un angosciante silenzio!

Dalla finestra le vie del paese sono vuote e i miei giorni sono diventati tutti uguali: video lezioni, compiti on line, guardo la TV o leggo un libro. Sono figlia di una generazione fortunata, vivo in un mondo globale, dove tutto è alla mia portata, tutti pensano di aver ragione e di sapere la verità. Ma ora, l’unica brutta verità è che questa malattia uccide e provoca tanti morti. Famiglie devastate, genitori e figli che piangono la scomparsa dei propri cari; medici ed infermieri che lottano per salvare migliaia di ammalati.

Tanti sono i pensieri e le domande che mi frullano in testa, ma solo una mi martella continuamente: Tutto questo finirà? Tornerà tutto come prima?

Io voglio essere positiva e rispondere: SI’…Certo che tornerà tutto come prima. Anzi sarà meglio di prima perché questa pandemia mi sta insegnando che dovrò apprezzare molto di più ciò che la vita mi sta offrendo. Sarà più bello guardare fuori dalla finestra e sarà meno scontato vedere la primavera che arriva con tutto ciò che di bello si porta dietro!! Sarà più bello ammirare un arcobaleno dopo un temporale e il fiorire di un prato colmo di margherite!!

Quando tutto ciò farà parte del passato, non vorrò e non dovrò tornare a preoccuparmi ed interessarmi alla superficialità e al materialismo. Darò importanza al volersi bene, agli abbracci, alle carezze, agli affetti, ai sorrisi, alla fortuna della vita e al pensiero che, ogni giorno che passa, sarà un giorno in cui è andato tutto bene!!

E domani sarà una nuova primavera!!

Marta Pirotta

Classe 3D

Io abito in una zona tranquilla e dalla finestra vedevo i miei vicini che stavano giocando con i cani, vicini che andavano a fare passeggiate con i cani e con amici, vedevo feste tra amici e parenti, gente che si divertiva con i nipotini e con i figli. Poi c’è stata la notizia del COVID 19 e hanno iniziato ad esserci meno persone.

Tra di noi ne parlavamo ed eravamo spaventati; notavamo che  i nipoti e i figli delle persone più anziane non andavano a trovarli.

Non è cattiveria non andare più a trovarli ma è volergli bene per non rischiare che si ammalino.

Poi c’è stato il consiglio di stare a casa, io ora guardo spesso fuori dalla finestra, e vedo la strada vuota, la casa dei miei vicini senza i loro nipotini che giocano e le persone che una volta ogni tanto si parlavano dal balcone ora quasi non si sentono.

Io un po’ sono preoccupata perché non c’è quasi nessuno per strada, dico quasi perché qualche macchina passa per andare a fare la spesa e quando esco nel mio giardino a giocare, mi sento sola perché di solito c’è la mia vicina che mi saluta e parliamo,  invece ci sono solo i cani e lei da casa sua, chiusa dentro che mi saluta in modo felice per non farmi essere triste.

Poi ogni tanto arriva un furgone con altoparlanti dove c’è la registrazione del sindaco che dice di stare a casa, se ci vogliamo bene, ricordandoci che i parchi sono chiusi.

Io sono un po’ stranita perché sono praticamente sempre a casa mia, dico praticamente perché a volte esco, in giardino con  miei cani.

Vedo anche persone che non sanno cosa fare e io sono una di quelle, non penso di essere mai stata a casa per così tanto tempo… C’è da dire, però, che stando a casa c’è tempo per rivedere CD, c’è tempo per fare da mangiare, ma soprattutto c’è tempo per annoiarsi e allora io inizio a scrivere storie, racconti, testi che mi fanno venire voglia di fare tante cose, ma poi guardando fuori dalla finestra, mi ricordo che non si può uscire e le mie idee non vanno bene in questo periodo.

Io sono una ragazza a cui piace divertirsi e ora non mi diverto, guardo i vecchi CD, ma sono pochi e poi mi annoio, praticamente non so cosa fare, durante il giorno faccio i compiti però poi mi faccio la stessa domanda:” e ora cosa faccio??” visto che come ho detto prima c’è tempo per annoiarsi, esco con i cani. Guardandomi intorno mi sembra di essere nei racconti dei miei nonni quando mi parlano della guerra, come quando ci si imbambola e poi si ritorna a essere attivi, solo che sento qualcosa di liscio sulla mano che fa avanti e indietro e mi attivo e capisco che il mio cane ha capito come mi sento e vuole consolarmi, allora inizio a giocarci e poi sento freddo, arriva sera e guardo fuori dalla finestra.  Ancora silenzio, con il ricorrente silenzio di tutta la giornata, poi vedo spuntare una mano che si muove da una finestra e anche io saluto, vedo la primavera, poi mangio e vado a letto. Il giorno dopo, la giornata ricomincia e ho tempo per annoiarmi di nuovo, quindi prendo un foglio e progetto, progetto delle case in cui fare vivere persone per essere isolati da tutti e non prendere la malattia, io in queste case metto finestre per vedere il mondo, metto un giardino, per non perdere la voglia di giocare, ma soprattutto metto un laptop per non perdere il contatto con le persone.

Io resto a casa anche se ho tanta voglia di uscire e di vedere fuori dalla finestra tutti i miei vicini che escono e possono essere spensierati  come prima con feste e serate divertenti, diciamo che spero di non vedere per molto tempo ancora strade vuote e persone che vanno a malapena in giardino, ma vorrei tanto vedere gente che passeggia felice e ricominciare la vita normalmente.

Gaia Guglielmetti

Classe 3D

Io dalla mia finestra vedo cose molto belle pur non essendoci un bel panorama da una parte della casa e se mi chiedessero cosa vorresti vedere chiederei di vedere in cielo l’aurora boreale, un avvenimento NATURALE che l’uomo non può manipolare. Per manipolare intendo che se lui avesse l’aurora boreale”nelle mani” potrebbe vietarci di vederla. Dalla mia finestra vedo le case attorno a me con persone che cantano, ballano, giocano, studiano, ecc.

Vorrei vedere tante altre cose molto belle ma che forse qualche giorno si avvereranno……
GRAZIE PER L’ATTENZIONE

Jessim Harboui

Classe 1D

Caro diario,

scusa se in questo periodo non ti ho scritto molto spesso,ma in Italia e nel resto del mondo è scoppiata una grossa e catastrofica pandemia. 

Spesso mi capita di svegliarmi alla mattina pensando che sia stato solo un brutto sogno, ma purtroppo non è così.

Aprendo la finestra della mia cameretta vedo un altro mondo, un mondo completamente diverso da com’era solo due mesi fa.

Uno strano silenzio avvolge l’intero pianeta e anche le strade del mio piccolo paese sono vuote, non ci si può muovere se non per strette necessità come andare al lavoro o andare a fare la spesa e bisogna addirittura avere un permesso scritto che attesti ciò.

Alla mattina e quando finiva la scuola le strade erano affollate di bambini e ragazzi e i loro schiamazzi si sentivano ovunque,ora invece in quelle stesse strade domina un silenzio assoluto.

Se prima la piazza era un centro di ritrovo sia per grandi sia per piccini ora altro non si vede che qualche piccione svolazzare qua e la.

Non sono abituata a tutto questo e tutto ciò mi provoca tanta tristezza e noia.

Tutti i luoghi pubblici sono chiusi come la mia amata scuola (non avrei mai pensato di chiamarla così), la chiesa, il parco, i negozi e le edicole sono chiusi.

Questa è una situazione davvero irreale, mai avrei immaginato di ritrovarmi a vivere in questa circostanza.

Dalla mia finestra vedo un mondo in bianco e nero ma sono sicura che tra poco tutto ritornerà ad essere a colori come lo era prima.

Mi immagino le sensazioni che tutti noi proveremo nel momento in qui riavremo tra le braccia amici e parenti.

I luoghi pubblici sicuramente non saranno più silenziosi come prima, anzi!…

Sarà bellissimo poter ritornare alla normalità, poter uscire tranquillamente senza mascherina e guanti e non avere l’ansia di poter prendere il virus.

Le strade saranno di nuovo stracolme di macchine, i parchi li immagino pieni di bimbi che corrono sul prato verde mentre cantano e si divertono.

Penso che dopo questo avvenimento le scuole saranno amate da tutti gli alunni (strano ma vero), quanti sorrisi ci saranno!

Ma per far accadere tutta questa meraviglia bisogna rispettare tutte le regole; e come ci dicono tutti: STANDO A CASA TUTTO ANDRA’ BENE!

Giulia Mognoni

Classe 3D

Tu cosa ne pensi?

Altri articoli del Blog

#iorestoacasa e mi racconto

Stimoliamo la creatività dei nostri ragazzi attraverso la scrittura, la fotografia, il disegno e le arti in generale. Tema lanciato: “Cosa vedo dalla finestra? Guardiamo fuori dalla finestra e soprattutto un po’ più in alto e un po’ più in là”. Saranno pubblicati i...

leggi tutto

Didattica della cura e della piuma

Per affrontare le complesse sfide della didattica a distanza imposta dall’emergenza, l’Istituto ha sin da subito scelto di operare attraverso uno sguardo diverso, che potesse raccogliere le opportunità che la contingente situazione ha portato con sé. La didattica...

leggi tutto

In viaggio verso la secondaria

In viaggio verso la secondaria

Consigli e domande per preparare la valigia in vista di una nuova avventura

Terminare un ciclo scolastico ed iniziarne un altro presuppone ed impone che si venga catapultati verso nuovi ambienti, nuove relazioni, nuove organizzazioni, nuovi libri, nuovi insegnanti, nuovi compagni. Questo passaggio rappresenta un momento estremamente delicato, attorno al quale si concentrano sogni, interrogativi e timori.  Ecco qui un luogo virtuale in cui potrete condividere fantasie e paure con chi le ha sperimentate prima di voi, ma in cui potrete anche chiedere ai ragazzi e ai professori consigli su come iniziare al meglio la nuova esperienza che a settembre vi troverete a vivere.

Tu cosa ne pensi?

Altri articoli del Blog

#iorestoacasa e mi racconto

Stimoliamo la creatività dei nostri ragazzi attraverso la scrittura, la fotografia, il disegno e le arti in generale. Tema lanciato: “Cosa vedo dalla finestra? Guardiamo fuori dalla finestra e soprattutto un po’ più in alto e un po’ più in là”. Saranno pubblicati i...

leggi tutto

Didattica della cura e della piuma

Per affrontare le complesse sfide della didattica a distanza imposta dall’emergenza, l’Istituto ha sin da subito scelto di operare attraverso uno sguardo diverso, che potesse raccogliere le opportunità che la contingente situazione ha portato con sé. La didattica...

leggi tutto

Concorso per la copertina del Diario scolastico 2020-2021

Concorso per la copertina del Diario scolastico 2020-2021

Tema: “Cosa vedo dalla finestra? Guardiamo fuori dalla finestra e soprattutto un po’ più in alto e un po’ più in là”.

La scuola apre alle classi prime e seconde della secondaria la possibilità di partecipare alla realizzazione della copertina del diario scolastico 2020-2021. I lavori, recapitabili entro il 10 maggio 2020, dovranno pervenire in formato verticale A4 ed essere ispirati al tema.

Tu cosa ne pensi?

Altri articoli del Blog

#iorestoacasa e mi racconto

Stimoliamo la creatività dei nostri ragazzi attraverso la scrittura, la fotografia, il disegno e le arti in generale. Tema lanciato: “Cosa vedo dalla finestra? Guardiamo fuori dalla finestra e soprattutto un po’ più in alto e un po’ più in là”. Saranno pubblicati i...

leggi tutto

Didattica della cura e della piuma

Per affrontare le complesse sfide della didattica a distanza imposta dall’emergenza, l’Istituto ha sin da subito scelto di operare attraverso uno sguardo diverso, che potesse raccogliere le opportunità che la contingente situazione ha portato con sé. La didattica...

leggi tutto